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Il nuovo ISEE (indicatore situazione economica equivalente)

Manca solo l’ufficializzazione ma la nuova riforma dell’ISEE prevista dal DPCM n. 159 del 2013, la cui entrata in vigore era prevista per giugno 2014, sembra essere giunta al traguardo finale. A darne l’annuncio nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati è stato direttamente il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha confermato la partenza del nuovo ISEE “per il primo gennaio 2015”.

Cosa cambierà con il nuovo Isee
Non solo case, depositi e investimenti, ma anche barche e moto di grossa cilindrata avranno un loro ruolo all'interno dell'Isee. Ci saranno sempre meno autocertificazioni e più scambio di dati tra le amministrazioni pubbliche, a partire da Inps e Agenzia delle entrate. E per chi dichiarerà di non aver neppure un conto corrente partiranno accertamenti in automatico. L'obbiettivo dichiarato della riforma dell'Isee, infatti, è quello di garantire l'accesso alle prestazioni sociali da parte di chi ne ha realmente bisogno, contrastando il fenomeno dei "finti poveri". Per questo nella dichiarazione che servirà per elaborare l'Indicatore della situazione economica delle famiglie, entreranno anche i redditi esenti dall'Irpef che contribuiscono alla disponibilità economica effettiva del nucleo familiare. Il modello darà maggior peso ad indicatori quali il numero di componenti del nucleo familiare e l'esistenza di figli disabili. Prevista inoltre la possibilità di aggiornare l'Isee aggiornato in tempo in tempo reale in caso di significativi mutamenti della situazione economica, come, ad esempio, in caso di perdita del posto di lavoro.

I calcoli.
L'Isee è destinato a giocare un ruolo di sempre maggior rilievo sia nel sistema del welfare che dal punto di vista fiscale. Già oggi alcune imposte locali, come ad esempio la Tasi, sono parametrate sull'Isee, l'Isee è necessario per avere sconti sulle tasse di iscrizione universitarie, ulle bollette del gas e su tutti i servizi sociali. L'Isee e viene calcolato sulla base di tre grandezze: indice della situazione reddituale, indicatore della situazione patrimoniale e numero dei componenti del nucleo familiare. Il rapporto tra questi valori costituisce l'Ise, l'Indice della situazione economica, che fornirà la base per l'Isee, che è dato dal rapporto tra l'Ise e i coefficienti attribuiti alla singola famiglia in funzione del numero dei componenti e delle caratteristiche del nucleo stesso (la situazione ad esempio cambia se ci sono disabili o figli a carico, o se ad esempio c'è un solo genitore con più figli a carico). I dati vanno comunicati tramite la Dichiarazione unica.

I redditi esenti e i correttivi.
La prima novità è riferita ai redditi da indicare: entrano infatti nel calcolo i redditi esenti dall'Irpef come borse di studio, pensioni di invalidità, assegni di accompagnamento, assegni al nucleo familiare, ma anche cedolare secca, trattamenti assistenziali, previdenziali, indennità, carte acquisti e tutte le forme di sostegno a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche. Per evitare eccessive penalizzazioni per i nuclei nei quali sono presenti disabili vengono previsti correttivi ad hoc rapportati alle tipologie di disabilità. Stabilita per questo una franchigia a favore delle famiglie con componenti disabili, che ammonta a 4.000 per una disabilità media, sale a 5.500 euro in caso di disabilità grave e arriva fino a 7.000 euro in presenza di persone non autosufficienti. Somme che vengono aumentate rispettivamente a 5.500, 7.500 e 9.500 se il disabile è un figlio minorenne.

Il patrimonio.
Cambiano anche le regole per la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Se fino ad oggi, infatti, il valore da indicare era quello riferito alle rendite considerate ai fini Ici, da ora in poi si deve dichiarare la base imponibile ai fini Imu, quindi con un importo nettamente più elevato rispetto al passato in quanto c'è una rivalutazione del 60% rispetto alla base imponibile ai fini Ici. Da dichiarare, ovviamente, anche la prima casa esente da Imu, che però non concorre al calcolo se il valore risulta inferiore a 52.500 euro, valore incrementato di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. La riforma prevede, peraltro, un sistema di controlli incrociati tra i comuni e gli enti erogatori al fine di agevolare le verifiche sulla correttezza delle dichiarazioni.

Nel mirino conti e investimenti.
Nella prima fase di avvio del nuovo Isee si potranno ancora autocertificare i dati riferiti al patrimonio mobiliare, ossia la consistenza di conti correnti e depositi bancari e postali, titoli investimenti in fondi e qualunque altra tipologia di investimento. Successivamente questi dati saranno automaticamente acquisiti attraverso l'anagrafe tributaria, e quindi comunicati direttamente al soggetto che deve predisporre l'Isee sulla base delle dichiarazioni presentate dagli interessati. Fin da subito scatta invece l'obbligo di comunicare il possesso di eventuali barche e di moto di grossa cilindrata, pena l'avvio di controlli mirati.

I controlli sulle dichiarazioni. L'Agenzia delle entrate, infatti, sulla base di appositi controlli automatici, individua e rende disponibile all'Inps, l'esistenza di omissioni, o difformità dei dati dichiarati rispetto a quelli presenti nel Sistema informativo dell'anagrafe tributaria, inclusa l'esistenza non dichiarata di conti correnti e strumenti di deposito. Alla Guardia di Finanza rendere operativi i controlli.

( la presente nota contiene riferimenti presi da un articolo uscito nel sito leggiOggi.it )